Lunedì scorso ho incontrato i ragazzi
che stanno dando vita allo spazio the Hub a Milano. Un progetto
sicuramente nuovo per la città, per modalità e visione, che ha come
obiettivo la condivisione di competenze diverse e quindi di
contaminazione reciproca, in un a parola cross-fertilization. Il luogo che conterrà queste buone premesse è una struttura bella e grande, ad
un centinaio di metri dall'Arco della Pace, ma quello che conta è lo spazio
illimitato dato alla creatività.
The Hub Non è un incubatore professionale in
senso stretto, perché chi vi partecipa condivide i luoghi e
decide la flessibilità con cui partecipare e sviluppare attività,
individuali e comuni.
Ma a chi è dedicato? I referenti sono
tutte le menti autrici di progetti tesi a migliorare la società, in
particolare il territorio cittadino. Potremmo quindi parlare di una forma di promozione dell'imprenditoria sociale, usando un'etichetta. In
realtà ci sono anche altre definizioni sintetiche per
descrivere il lavoro prospettato da the Hub: area di co-working, generatore di
network economy, promotore di innovazione sociale. Ma forse non ha
senso mettere limiti a questa attività, perché le connessioni
virtuose creano ramificazioni, dando vita ad attività di ogni tipo,
nel rispetto della Carta dei Valori a cui si è deciso di aderire.
Marco Lanza
>scrivimi<
- Feed RSS -
© Riproduzione Riservata
.
CATEGORIE: Arte e design, Energia e sostenibilità ambientale
TAGS: acceleratore, condivisione, creatività, crossfertilization, incubatore, luogo, milano, scambioo, the hub, visioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Scrivi un commento